Faccio il Bambino
di Ulisse















Faccio il bambino, quello rimasto dentro, quella fantasia, quell'entusiasmo, quell'incoscienza. Quel vedere le cose più grandi di quelle che sono. Quel vedere belle le persone che belle non sono. Faccio il bambino e mi faccio il presepe. Capizzi con i suoi boschi, le sue montagne, i suoi sentieri e i suoi valloni. Capizzi con la sua neve, con le sue mandrie e i suoi pastori. Capizzi coi suoi bagliori, con il suo fumo che sale a distanza e la legna bagnata che fatica ad ardere. Capizzi con i suoi vecchi e i suoi bambini, gli uni agli altri, davanti le porte che, raccontano balle, perchè sono vecchi e non distinguono il vero dai sogni. Faccio il bambino, viene Natale, ritorno a Capizzi e mi faccio il presepe. Mia mamma fa la Madonna, mio padre sempre il pastore, con il bastone, con la barba
lunga e il velluto sporco di fango. Poi, prendo un bambino, l'ultimo nato, ci preparo la paglia, lo appoggio e diventa Gesù. Capizzi presepe, il più bello del mondo, lo fanno i suoi figli erranti, lontani e presenti, quelli che ridono e quelli che piangono.....




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