Il giorno dei numeri
Vi mostriamo qui il quadro dipinto da una muraiola. E vi parliamo di un strano e fortunato caso.
Sul nostro muro si parla del più e si parla del meno, si scrivono frasi proprie o "d'autore".
Fra un discorso e l'altro, una sera d'aprile, escono fuori dei numeri.
I numeri, gli stessi, all'estrazione successiva escono con una combinazione di due ambi.
Ecco a voi, il muro del caso e il muro della fortuna:
Lucia:
Egli è un cittadino libero e sicuro della terra, poiché è legato a una catena che è lunga quanto basta per dargli libero accesso a tutti gli spazi della terra, però è di una lunghezza tale per cui nulla può trascinarlo oltre i confini della terra. Ma al tempo stesso egli è anche un cittadino libero e sicuro del cielo, poiché è legato anche a una catena celeste, regolata in modo simile. Così, se vuole scendere sulla terra lo strozza il collare del cielo, se vuole salire in cielo quello della terra. E ciò non ostante egli ha tutte le possibilità e lo sente, anzi si rifiuta di ricondurre il tutto a un errore commesso all’inizio nell’incatenarlo. [17
capinese:
Lucia, il 17 è la smorfia?
Lucia:
questa è la smorfia
Prima non capivo perché la mia domanda non ottenesse risposta, oggi non capisco come potessi credere di poter domandare. Ma io non credevo affatto, domandavo soltanto. [8]
capinese:
Potresti ormai darci il terno?
Lucia:
datemi tempo
Lucia:
La nostra arte è un essere abbagliati dalla verità: vera è la luce sul volto che arretra con una smorfia, nient’altro. [21]
|